Ho letto: i libri dell’estate

Uno dei lati attraenti dell’estate è che c’è più tempo per leggere. Anche quest’anno ho affrontato i mesi caldi con uno zaino pieno di libri, di carta o elettronici, puntando su titoli piuttosto variegati. Penso di avere scelto bene, sono state tutte letture degne e stimolanti, per cui ho deciso di raccontarle. Per aggiungere un po’ di colore al bianco e nero dei testi, ho accompagnato la recensione di ogni libro con la proposta di una canzone.

Come funziona la musica.

La musica non può essere compresa senza considerare il contesto in cui viene creata e fruita; dall’ambiente fisico in cui viene riprodotta, al business che ci gira intorno, alla parte scenica e scenografica che l’accompagna, e così via. Insieme al turismo la musica è stato un settore colpito dall’avvento del digitale prima e più di altri. E non è finita qui, la lotta tra Spotify e Apple Music è di cronaca in queste settimane, con enormi conseguenze su tutto l’ecosistema musicale. David Byrne, il geniale leader dei Talking Heads, grande esploratore dell’universo artistico anche oltre la musica, ci guida in questo viaggio di scoperta spruzzato di spunti diversi, dalle note biografiche alle riflessioni antropologiche. Avvincente.

Beh, questa era facile!

Théorème vivant

La storia di un anno speso alla ricerca della dimostrazione di un teorema che varrà all’autore la Medaglia Fields, l’Oscar dei matematici. La dimostrazione che la matematica non è per nulla arida; o se non altro non lo sono i matematici. Nonostante le lunghissime formule riportate in molti capitoli la narrazione di Cedric Villani non perde mai di interesse. Matematica, scienza e tecnologia sono cose diverse, ma la “scienza dei Continua a leggere

I sing the body electric

Canto il corpo elettrico
Festeggio l’io che deve ancora venire
Brindo alla mia riconciliazione
Quando diventerò tutt’uno con il sole
Canto il corpo elettrico
Mi glorifico nel bagliore della rinascita
Creando il mio domani
Quando incarnerò la terra

E’ il testo del pezzo musicale che chiude il musical Fame, qualcosa in più di una canzone, uno stupendo misto di rock, gospel e musica orchestrale, ispirato all’omonima poesia scritto nel 1855 da Whalt Whitman, lo stesso del “Capitano mio capitano” dell’Attimo Fuggente. (guardate bene, per favore, il ritratto qui sotto, conosciamo bene il volto dei tecnocrati, da Mark a Larry, da Jeff a Sergey, da Steve a Bill, ma com’è quello dei poeti?)

Nell’anno che sta per chiudersi il mio corpo è diventato un po’ più elettrico, anzi elettronico, anzi digitale. Nonostante i dubbi, lo scetticismo Whitman_by_Ulkee in molti casi anche la mia decisa convinzione che l’avvento del digitale provochi effetti negativi e a volte addirittura tendenze disumanizzanti, non posso che essere grato per il modo in cui la mia esistenza digitale migliora la mia vita analogica.

Attraverso questo blog riesco a sviluppare e esprimere pensieri che condivido con qualche centinaia (migliaia?) di persone. Su mille siti Internet accedo a informazioni e contenuti che rendono le mie competenze e conoscenze più ampie, profonde e salde. Lo smart watch della Adidas accompagna i miei tentativi di mantenere una forma fisica

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Illimitatamente

Questa estate, dopo avere provato alcune alternative tra cui Spotify, ho iniziato un abbonamento pagato a Google Play Music, pochi euro al mese per avere accesso a tonnellate di musica di tutti i generi. Ho scelto questo servizio tra gli altri per una leggera convenienza di prezzo (di questi tempi, tutto fa) e per il valore di integrazione con il resto delle piattaforme che uso, spesso basate sugli standard Google e Android.

Sono un grande appassionato di musica ma non ho mai comprato tanti CD. Che ci crediate o no, non ho mai scaricato musica illegalmente per cui ha pesato l’investimento necessario a formare una  discoteca di volume. Inoltre, non ho mai tanto tempo a disposizione, e tutte le volte che compravo un CD mi sentivo obbligato ad ascoltarlo almeno tre o quattro volte, il che limitava il numero di acquisti di cui ero in grado di usufruire.

Adesso posso provare ad ascoltare quello che voglio, guidato da conoscenza, istinto e curiosità. Se quello che assaggio non mi piace, lo lascio lì, altrimenti lo posso salvare nella mia libreria (discoteca), scaricare sul disco fisso, ascoltare da qualunque device più e più volte.

Per come sono fatto, ho scelto un approccio sistematico a tanta grazia: afferrato il “Dizionario del pop-rock” di Enzo Gentile ho iniziato a scorrerlo per evidenziare e poi di conseguenza affrontare gli album a cinque stelle, uno a uno, in rigoroso ordine alfabetico Continua a leggere