Pay for value

Riprendo dopo il silenzio di qualche giorno, dovuto a improrogabili appuntamenti (praticamente qualche splendido giorno di sci).

Meno code per comprare “la giornaliera”, grazie alla possibilità di rinnovarla on-line. Una breve visita al sito; il servizio di pagamento on-line sta cercando di consorziare diversi comprensori (siamo a tre). Procedura di registrazione rapida e indolore; opt-in per la newspetter; qualche sconto rispetto al prezzo allo sportello; una forma attivabile di pay as you go, ti registri, vai a sciare, lui attiva la card quando strisci la prima volta e ti addebita la giornata.

Complimenti, ben fatto, ma rilevo un paio di nei.

Il primo è più uno sfizio che altro: dove sono le app per iPhone Android Blackberry etc?

Il secondo sta nell’una-tantum di attivazione. Peccato, ma perché tocca sempre pagare pedaggio? Un servizio si deve pagare per e con il valore che produce e non con il diritto di intermediazione tipo agenzia immobiliare. Che poi costringe a calcoli totalmente ostili all’interesse del cliente: quante volte devo andare a sciare per recuperare la tassa iniziale tramite gli sconti etc. Forse l’ho già detto, una cosa bella dei servizi che hanno successo su Internet è che hanno reso la nostra vita più bella o comunque più facile. Il valore deve essere generato per il cliente e da quel valore poi può essere sottratta una parte che alimenta il fornitore. Non è logico, e non garantisce successo, il fatto di pensare prima al midlleman, all’intermediatore: la prima cosa che devi fare è pagare per accedere, poi si vedrà. Anni fa mi sono iscritto a una palestra. Volevo abbonarmi per tre mesi, mi hanno convinto a farlo per un anno, sono andato quattro volte. Adesso corro (corricchio) per strada.