Ho letto:L’étranger di Albert Camus

I lettori francesi qualche anno fa l’hanno votato come miglior libro del secolo (scorso). Sicuramente queste classifiche valgono quel che valgono. Senz’altro si tratta di un libro formidabile, un “classico” nel senso che qualunque interpretazione o chiave di lettura non esaurisce la potenza espressiva del testo.

Albert CamusCome può una storia raccontare con efficacia l’assoluta mancanza di senso che Albert Camus scorge in tutte le cose umane? Come si può romanzare la mancanza di fiato, il soffocamento endemico di quando si cerca una ragione e non si trova nulla? Il racconto comincia con la morte della madre, un incipit che è divenuto famoso “Aujourd’hui, maman est morte»; prosegue scandito dall’esercizio della violenza indifferente, dallo sferragliare inutile delle istituzioni e dalla presenza incombente di un cielo capace solo di opprimere con il calore e abbagliare con la luce. Resta la ribellione finale a fingere se non un senso, almeno una plausibile reazione alla insensatezza che pervade la nostra vita.

Ho sempre amato Hemingway, ammantato di vitalismo ma in realtà rassegnato allo stesso esito perdente. Anche nel caso dello scrittore americano l’unica possibile redenzione è nella dignità del combattere. Il destino di ogni uomo è che “the winner takes nothing”. Ma resta

Continua a leggere

Annunci

Un Natale diverso

L’aria di Natale si fa strada faticosamente tra la nebbia greve della crisi, che persiste e non vuole andarsene. Ormai dobbiamo ammetterlo: se si trattasse solo di crisi economica, sarebbe passata da un pezzo. C’è ben altro in gioco: sono in crisi gli atteggiamenti, i modelli, i piani industriali, le strategie aziendali, l’equilibrio tra pubblico e privato, lo stato sociale, il modo in cui guardiamo al lavoro e il modo in cui il lavoro guarda noi. Harry Potter è morto, lo Hobbit non vale Il Signore degli Anelli, il cinema italiano ha successo solo quando fa ridere, l’hit parade è in mano a brufolosi cantanti mediocri resi interessanti solo dalla luce dei riflettori, e le squadre italiane quando vanno in Europa arrivano se va bene ai quarti. Mamma mia che depressione!

In questo contesto, una recente visita al centro commerciale mi ha insegnato che i Re Magi di Thun vengono via a quattrocentosettanta euro, e che nei negozi di intimo ti fanno uno sconto proporzionato alla misura del reggiseno, pur fermandosi fortunatamente al 60% Continua a leggere