L’amore non si compra

Rompo il digiuno da blog (troppi impegni di lavoro e non) per fare gli auguri; quest’anno poi cadono in un giorno che è molto bello per la musica.

I Beatles, da sempre assenti per scelta da tutte le piattaforme di streaming, sono disponibili da stamattina su Spotify, Google Play, Apple Music & co. Possiedo ovviamente parecchi CD del quartetto di Liverpool, ma abituato ormai a fruire della musica via piattaforma non li ascoltavo da un po’ di tempo. La magia è sempre lì, intatta: il suono di ogni strumento, esattamente quello giusto, l’equilibrio perfetto degli arrangiamenti, l’impasto dei cori, le melodie eterne, i testi …

E’ stato grandioso farsi la barba a poche ore da Natale ascoltando i Fab Four che mi raccomandavano cose assolutamente adatte alla vigilia, mica roba da poco: raccoglietevi tra di voi, proprio adesso, e se siete uomini che non si trovano in nessun posto, tornate al luogo cui appartenevate una volta, perché l’amore non si può comprare.

Già, proprio così, Can’t Buy Me Love. Il mio augurio per questo Natale è di tirare il fiato domani per qualche minuto e scoprire una volta ancora che l’amore (per chi crede, l’Amore) arriva gratuitamente, e gratuitamente va donato. Can’t Buy Me Love. Buon Natale a tutti.

 

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Illimitatamente

Questa estate, dopo avere provato alcune alternative tra cui Spotify, ho iniziato un abbonamento pagato a Google Play Music, pochi euro al mese per avere accesso a tonnellate di musica di tutti i generi. Ho scelto questo servizio tra gli altri per una leggera convenienza di prezzo (di questi tempi, tutto fa) e per il valore di integrazione con il resto delle piattaforme che uso, spesso basate sugli standard Google e Android.

Sono un grande appassionato di musica ma non ho mai comprato tanti CD. Che ci crediate o no, non ho mai scaricato musica illegalmente per cui ha pesato l’investimento necessario a formare una  discoteca di volume. Inoltre, non ho mai tanto tempo a disposizione, e tutte le volte che compravo un CD mi sentivo obbligato ad ascoltarlo almeno tre o quattro volte, il che limitava il numero di acquisti di cui ero in grado di usufruire.

Adesso posso provare ad ascoltare quello che voglio, guidato da conoscenza, istinto e curiosità. Se quello che assaggio non mi piace, lo lascio lì, altrimenti lo posso salvare nella mia libreria (discoteca), scaricare sul disco fisso, ascoltare da qualunque device più e più volte.

Per come sono fatto, ho scelto un approccio sistematico a tanta grazia: afferrato il “Dizionario del pop-rock” di Enzo Gentile ho iniziato a scorrerlo per evidenziare e poi di conseguenza affrontare gli album a cinque stelle, uno a uno, in rigoroso ordine alfabetico Continua a leggere