Un Natale diverso

L’aria di Natale si fa strada faticosamente tra la nebbia greve della crisi, che persiste e non vuole andarsene. Ormai dobbiamo ammetterlo: se si trattasse solo di crisi economica, sarebbe passata da un pezzo. C’è ben altro in gioco: sono in crisi gli atteggiamenti, i modelli, i piani industriali, le strategie aziendali, l’equilibrio tra pubblico e privato, lo stato sociale, il modo in cui guardiamo al lavoro e il modo in cui il lavoro guarda noi. Harry Potter è morto, lo Hobbit non vale Il Signore degli Anelli, il cinema italiano ha successo solo quando fa ridere, l’hit parade è in mano a brufolosi cantanti mediocri resi interessanti solo dalla luce dei riflettori, e le squadre italiane quando vanno in Europa arrivano se va bene ai quarti. Mamma mia che depressione!

In questo contesto, una recente visita al centro commerciale mi ha insegnato che i Re Magi di Thun vengono via a quattrocentosettanta euro, e che nei negozi di intimo ti fanno uno sconto proporzionato alla misura del reggiseno, pur fermandosi fortunatamente al 60% Continua a leggere

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