La parola della settimana: algoritmo

Mi tocca avventurarmi tra matematica e statistica e con tutta la buona volontà del mondo stavolta rischio di essere impreciso. Portate pazienza, baderò alla sostanza.

Un algoritmo è una equazione che sulla base di una serie di parametri che la alimentano giunge a una conclusione operativa.

L’algoritmo più famoso è quello di Google. Senza scendere nel tecnico, l’algoritmo di Google valuta quanto è rilevante una pagina web rispetto a una determinata parola chiave. Per fare ciò tiene conto di una serie di parametri, quali le parole contenute in una certa pagina piuttosto che quanti altri siti contenenti parole simili o significative puntano a quella stessa pagina; computa un valore numerico in base a questi valori; fornisce come risultato una valutazione basata su quel valore numerico. Se il valore è alto la pagina finisce nei risultati immediatamente evidenti a chi effettuato la ricerca, altrimenti è destinata all’area dell’oblio.

C’è o ci può essere unflowchart-workflow-25801283 algoritmo per tutto. Per decidere se accendere gli spruzzini in giardino sulla base di umidità e temperatura. Per proporvi un libro da comprare sulla base dei vostri acquisti precedenti e delle preferenze di altre persone simili a voi. Per distribuire gli investimenti tra titoli finanziari diversi, e così via.

Lo schema è sempre lo stesso: parametri in entrata, meccanismo di calcolo, output operativo.

Gli algoritmi hanno molti vantaggi: sono velocissimi, possono tener conto di una quantità immenso di parametri, possono gestire un numero enorme di decisioni, sono oggettivi e verificabili. Di conseguenza creano situazioni, servizi, sistemi cui altrimenti neanche si potrebbe pensare.

Hanno una grande controindicazione: sono formidabilmente complessi, così complessi che non
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