Slow news, no news

3 ottobre, Corte d’Assise d’Appello di Perugia, lettura del verdetto su Amanda e Raffaele. Sono presenti 400 (quattrocento!) giornalisti accreditati.

Amanda viene assolta per i reati più gravi, ma condannata per diffamazione; un reato minore rispetto agli altri, e per giunta già scontato in carcerazione preventiva. Nella fretta di dare la notizia per primo sul proprio sito, il giornalista del Daily Mail si sbaglia, prende fischi per fiaschi e si confonde, annunciando la disfatta della yankee. Per aggiungere un po’ di sugo alla storia, la descriva affranta e piangente (di Raffaele si disinteressa, poverino, quattro anni di carcere da innocente e poi neanche lo considerano, a favore dell’avvenente co-imputata); non contento, il Daily pubblica pure le trionfali dichiarazioni dei PM: “Giustizia è fatta!”. Conclude descrivendo il mesto ritorno al cellulare (no il telefono, il camioncino della polizia carceraria), per il ritorno in galera dove sarà sottoposta a guardia psichiatrica per evitare tentativi di suicidio. Poco dopo, la rettifica.

Ma dai! Non ci credete? Anch’io ho voluto controllare.  Continua a leggere