Top ten: perché NON mi piace il cloud

  1. Perché  c’è un’applicazione sul mio disco fisso (in realtà più di una, in questo momento uso tre servizi diversi) che prende i miei dati e li manda in un posto che non conosco, con la scusa di garantirne integrità e disponibilità.
  2. Perché è sempre lì, anche quando non ci penso, nel background, io posso distrarmi ma lui no, ogni tanto scatta e si sincronizza, senza controllo da parte mia; inconsapevole consegno all’eternità frammenti che avrei magari preferito distrutti.
  3. Perché non penso più alla sicurezza, ma non sempre chi dovrebbe pensarci lo fa. Ogni settimana c’è notizia di una fuga di dati; o mi volto per non vedere, oppure tremo.
  4. Perché è partito semplice e si sta allargando; chi si occupava della memoria adesso introduce le applicazioni, chi offriva le applicazioni ammassa memoria. Alla fine, il loro obiettivo è conquistarmi e rendermi sempre più dipendente, per sempre crescenti porzioni di vita.
  5. Perché per il momento è gratuito, ma è chiaro che non sarà sempre così. Più memoria o funzioni consegni loro, Continua a leggere
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Top ten: perché mi piace il cloud

  1. Perché  è estremamente comodo: rende disponibile il mio materiale quando voglio, in qualunque luogo mi trovi.
  2. Perché funziona su tutti i device, computer, smartphone, tablet … per ora mi fermo (non penso che lo smartwatch sia una buona idea, ma di questo parleremo un’altra volta).
  3. Perché non devo più impazzire con copie di sicurezza, backup, dischi fissi esterni.
  4. Perché è semplice, installo l’applicazione e il resto lo fa lui.
  5. Perché è on demand, c’è solo quando lo chiamo perché mi serve. Non è intrusivo, non mi manda notifiche.
  6. Perché almeno per il momento è gratuito: fanno tutti a gara Continua a leggere

Lost!

Lunedì 2 febbraio, giorno della Candelora.

Sono le 19:00 di sera, tornato a casa dal lavoro mi dirigo verso il mio portatile per alcune incombenze on-line personali. Apro il browser, pesco la URL dai preferiti.

Smarrimento.

Ansia.

Non c’è linea.

Lo schermo mi restituisce questo messaggio, strano e spaventevole.

Aiuto! Help!

Aiuto! Help!

Capisco immediatamente che c’è un guaio grosso. Provo a chiamare il numero di assistenza di Fastweb, ma il telefono fisso non funziona. Chiamo dal cellulare, ma il numero dell’assistenza è proprio isolato. Tento di usare il cellulare per accedere al loro sito. Nulla, inaccessibile. Sono da solo. Isolato.

Sento le ondate di panico che mi serrano la gola, le labbra tremano, di colpo una ondata di sudore freddo mi cola lungo le membra.

Sono perso, sconnesso, la terraferma della rete si allontana dalla mia zattera, sono sballottato da onde formidabili sul mare aperto del naufragio digitale.

Quante volte mi sono chiesto cosa avrei mai fatto se mi fossi trovato di colpo sconnesso; per sicurezza (amara ironia) ho portato gradualmente tutte le mie memorie nel cloud e la maggior parte delle applicazioni che uso sono in SAAS, hanno bisogno di un collegamento attivo per funzionare. E’ come non essere vivo, o giù di lì.

Cosa farò adesso? Cosa cxxxo farò?

Come all’improvviso, Continua a leggere

Illimitatamente

Questa estate, dopo avere provato alcune alternative tra cui Spotify, ho iniziato un abbonamento pagato a Google Play Music, pochi euro al mese per avere accesso a tonnellate di musica di tutti i generi. Ho scelto questo servizio tra gli altri per una leggera convenienza di prezzo (di questi tempi, tutto fa) e per il valore di integrazione con il resto delle piattaforme che uso, spesso basate sugli standard Google e Android.

Sono un grande appassionato di musica ma non ho mai comprato tanti CD. Che ci crediate o no, non ho mai scaricato musica illegalmente per cui ha pesato l’investimento necessario a formare una  discoteca di volume. Inoltre, non ho mai tanto tempo a disposizione, e tutte le volte che compravo un CD mi sentivo obbligato ad ascoltarlo almeno tre o quattro volte, il che limitava il numero di acquisti di cui ero in grado di usufruire.

Adesso posso provare ad ascoltare quello che voglio, guidato da conoscenza, istinto e curiosità. Se quello che assaggio non mi piace, lo lascio lì, altrimenti lo posso salvare nella mia libreria (discoteca), scaricare sul disco fisso, ascoltare da qualunque device più e più volte.

Per come sono fatto, ho scelto un approccio sistematico a tanta grazia: afferrato il “Dizionario del pop-rock” di Enzo Gentile ho iniziato a scorrerlo per evidenziare e poi di conseguenza affrontare gli album a cinque stelle, uno a uno, in rigoroso ordine alfabetico Continua a leggere