Top ten: perché NON mi piace la posta elettronica

  1. Ormai è diventata una schiavitù; la prima cosa da guardare la mattina, l’ultima la sera.
  2. E’ invasiva e invadente. C’è lo spam vero e proprio, quello delle pillole blu, dei finanziamenti a chiunque e delle vacanze da sogno; ma c’è anche quello appena più elegante del sito legittimo che, incontrato on-line, riesce a farsi autorizzare a inondarti di newsletter. Alla fine, butto via almeno il 90% di quello che si riceve. Al confronto la mia casella di posta cartacea dovrebbe essere grande come una stanza. Ed essere dotata di inceneritore (o si dice termovalorizzatore?).
  3. E’ confortante essere iscritto a servizi informativi che tutti i giorni, o tutte le settimane, depositano nella mia casella le notizie o gli approfondimenti di interesse. Ma di interesse di chi? La maggior parte dei contenuti selezionati sono irrilevanti, fuori contesto o scipiti. Frutto di scelte ispirate a una cattiva lettura delle esigenze del pubblico, o devote agli interessi degli inserzionisti.
  4. Uso e abuso del cc. Non se ne può più. Scrupolo di coscienza, interesse a far circolare l’informazione o paraculismo? Spesso il terzo: io te l’ho detto, ti ho passato la scimmia, la palla è nel tuo campo, anzi nel vostro, di tutti i riceventi, non sta a me decidere chi deve occuparsi del problema, una volta che ho avvertito tutti, ognuno saprà prendersi la propria responsabilità. Tranne io, che me ne sono liberato, facendo pure finta di avere fatto il mio dovere.
  5. Nella versione più mirata non c’è neanche bisogno del cc: esponendo il problema al destinatario diretto tramite un circostanziato messaggio di posta elettronica, mi libero della responsabilità di risolvere la questione, che passa tutta intera a lui. A meno che lui non mi ripaghi con la stessa moneta. L’intenzione di scaricare la sòla all’interlocutore può Continua a leggere
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Top ten: perché mi piace la posta elettronica

  1. Recentemente le Poste Italiane hanno annunciato che consegneranno la corrispondenza solo a giorni alterni: immaginate se la posta elettronica funzionasse un giorno sì e l’altro no? Potremmo ormai viverne senza, anche solo per ventiquattro ore?
  2. E’ la porta di accesso per avere un rapporto privilegiato con le persone che conosco, mi permette di mantenere una relazione con loro. Rapporti di tipo diverso, personale o professionale, tra amici, vecchi amici, parenti, conoscenti, colleghi, ex colleghi … A ognuno la sua parola, diretta, specifica, personale. La parola, non il messaggio la notifica o l’aggiornamento, 140 “caratteri”, like o hashtag. La parola è un pensiero donato a qualcuno, espressa con la stessa attenzione e cura con cui dovrebbe essere ascoltata.
  3. Da uno a centomila, tra liste di distribuzione, cc e ccn. Dal sussurro confidenziale al megafono che parla a una folla, tutto attraverso lo stesso canale. Da tu ed io a io e il mondo.
  4. E’ multimediale; posso inserire link, allegati, foto, anche filmati. Parte dalla parola scritta, su cui è saldamente fondata, ma arricchisce la propria forza comunicativa Continua a leggere

Top ten: perché NON mi piace l’home banking

Dico subito che in generale a me l’home banking piace. Lo uso da tanto tempo e mi ha procurato dei vantaggi rendendo la mia vita più comoda. Inoltre, sono favorevole alla digitalizzazione delle transazioni e penso che promuova lo sviluppo. Di conseguenza questa volta forse non arrivo a 10.

  1. L’interfaccia, la user experience è atroce. Trovare l’informazione desiderata diventa uno slalom. la pagina è inutilmente affollata, cosa particolarmente grave in un comparto pieno di termini tecnici e astrusi. Ho esperienza solo su un paio di piattaforme, ma siccome almeno una ha vinto parecchi premi, chissà le altre. Si dice che le interfacce non dovrebbero mai disegnarle gli informatici; in questo caso si è realizzata l’unione formidabile tra informatici e bancari, che non hanno esattamente la fama di gente che rende l’informazione semplice e comprensibile. Il risultato è lì da vedere e non stupisce nessuno!
  2. Cosa si può fare una volta che si è dematerializzato il rapporto tra una persona e i denari che tiene in banca? Quali servizi aggiuntivi potrebbero realizzarsi grazie a questo cambio di stato? In che modo l’home banking potrebbe migliorare la nostra vita, al di là di renderla marginalmente più comoda? Il valore aggiunto latita e ci si limita a incassi bonifici MAV conto corrente conto titoli. Siamo al secondo stadio dell’innovazione, quella in cui il nuovo oggetto viene utilizzato per fare meglio quello che si faceva prima. Ancora mancano le funzioni originali, quelle che Continua a leggere

Top ten: perché mi piace l’home banking

  1. Niente più code allo sportello, compro vendo pago incasso dal divano di casa. Io odio fare la coda.
  2. Niente più vincoli di orario, posso fare bonifici o MAV anche di notte. A volte non riesco a dormire e ne approfitto per sbrigare faccende che mi porterebbero via tempo prezioso di giorno.
  3. Funziona anche sullo smartphone, posso ricaricare il telefonino scarico di mio figlio anche se sono al cinema, o in spiaggia (succede praticamente ogni mese).
  4. Tutte le informazioni sempre disponibili, in linea.
  5. Possibilità di fare analisi su quanto si spende e si guadagna: maggiore senso di controllo, capacità di dirigere il proprio bilancio familiare e professionale.
  6. Meno contante tra le mani, meno rischi di furti, rapine e smarrimenti. E’ vero, le carte di credito vengono clonate e i codici di accesso rubati, ma vi ricordate quando c’erano i professionisti degli assegni, geni tipografici consegnati Continua a leggere

Top ten: perché NON mi piace il cloud

  1. Perché  c’è un’applicazione sul mio disco fisso (in realtà più di una, in questo momento uso tre servizi diversi) che prende i miei dati e li manda in un posto che non conosco, con la scusa di garantirne integrità e disponibilità.
  2. Perché è sempre lì, anche quando non ci penso, nel background, io posso distrarmi ma lui no, ogni tanto scatta e si sincronizza, senza controllo da parte mia; inconsapevole consegno all’eternità frammenti che avrei magari preferito distrutti.
  3. Perché non penso più alla sicurezza, ma non sempre chi dovrebbe pensarci lo fa. Ogni settimana c’è notizia di una fuga di dati; o mi volto per non vedere, oppure tremo.
  4. Perché è partito semplice e si sta allargando; chi si occupava della memoria adesso introduce le applicazioni, chi offriva le applicazioni ammassa memoria. Alla fine, il loro obiettivo è conquistarmi e rendermi sempre più dipendente, per sempre crescenti porzioni di vita.
  5. Perché per il momento è gratuito, ma è chiaro che non sarà sempre così. Più memoria o funzioni consegni loro, Continua a leggere

Top ten: perché mi piace il cloud

  1. Perché  è estremamente comodo: rende disponibile il mio materiale quando voglio, in qualunque luogo mi trovi.
  2. Perché funziona su tutti i device, computer, smartphone, tablet … per ora mi fermo (non penso che lo smartwatch sia una buona idea, ma di questo parleremo un’altra volta).
  3. Perché non devo più impazzire con copie di sicurezza, backup, dischi fissi esterni.
  4. Perché è semplice, installo l’applicazione e il resto lo fa lui.
  5. Perché è on demand, c’è solo quando lo chiamo perché mi serve. Non è intrusivo, non mi manda notifiche.
  6. Perché almeno per il momento è gratuito: fanno tutti a gara Continua a leggere

Top ten: perché NON mi piace Twitter

Puoi trovare qui il post uguale e contrario: “Top ten: perché mi piace Twitter”

  1. Perché 140 caratteri non bastano per esprimere concetti complessi; e non tutto quello che è bello, interessante o importante è semplice o veloce da dire. (questi ad esempio sono 155 caratteri).
  2. Perché la possibilità di aggiungere cards, foto, video etc. ha distrutto la limpidezza originaria del puro testo.
  3. Perché una marea di tweet sono semplici link a contenuti esterni, per cui nei 140 caratteri ci sta solo il titolo che funge da teaser; ma allora tanto vale!
  4. Perché c’è un sacco di gente su Twitter che non ha nulla da dire e si limita a ritwittare; troppo facile, belli!
  5. Perché il gioco dell’io-seguo-te-se-tu-segui me gonfia le file dei follower ma è stucchevole, auto referenziale e sa anche un pochino di imbroglio.
  6. Perché le “tendenze”, i trending topics, insomma gli argomenti di cui Continua a leggere