L’amore non si compra

Rompo il digiuno da blog (troppi impegni di lavoro e non) per fare gli auguri; quest’anno poi cadono in un giorno che è molto bello per la musica.

I Beatles, da sempre assenti per scelta da tutte le piattaforme di streaming, sono disponibili da stamattina su Spotify, Google Play, Apple Music & co. Possiedo ovviamente parecchi CD del quartetto di Liverpool, ma abituato ormai a fruire della musica via piattaforma non li ascoltavo da un po’ di tempo. La magia è sempre lì, intatta: il suono di ogni strumento, esattamente quello giusto, l’equilibrio perfetto degli arrangiamenti, l’impasto dei cori, le melodie eterne, i testi …

E’ stato grandioso farsi la barba a poche ore da Natale ascoltando i Fab Four che mi raccomandavano cose assolutamente adatte alla vigilia, mica roba da poco: raccoglietevi tra di voi, proprio adesso, e se siete uomini che non si trovano in nessun posto, tornate al luogo cui appartenevate una volta, perché l’amore non si può comprare.

Già, proprio così, Can’t Buy Me Love. Il mio augurio per questo Natale è di tirare il fiato domani per qualche minuto e scoprire una volta ancora che l’amore (per chi crede, l’Amore) arriva gratuitamente, e gratuitamente va donato. Can’t Buy Me Love. Buon Natale a tutti.

 

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Chiedere scusa non basta

Imbrogliare i consumatori; inquinare il pianeta; imbrogliare i consumatori inquinando il pianeta; insultare colleghi o colleghe con battute razziste/sessiste/di cattivo gusto; non pagare le tasse invocando residenza a Montecarlo; essere membro di una qualche loggia segreta tra le tante che infestano il paese e il mondo; predicare implacabili l’etica più stringente mentre passi le serata con spogliarelliste/i.

Se sei un’azienda o un personaggio pubblico, non importa quanto grossa la fai; basta chiedere scusa davanti alle telecamere, o su Twitter, alla peggio mostrare qualche lacrima e promettere di non farlo mai più. Tutto qui? Finita lì? In fondo abbiamo voglia di perdonarli, perché nella società dei riflettori la caduta aggiunge sapore a una storia magari un po’ insipida. Sospetto che qualche broker o agente di divi, cantanti, sportivi o attori, consigli ai suoi clienti di fare un bell’errore clamoroso, spiacevole, sconveniente, farsi beccare, per poi presentarsi piangente davanti alle telecamere e rendere un po’ di abbrivio a una immagine sbiadita.

Le scuse non valgono se non sono accompagnate da una riparazione, pur simbolica, a mostrare che effettivamente sei dispiaciuto, sei triste perché sai che si è rotto qualcosa nel legame di fiducia Continua a leggere

Il raggio verde

Amo le albe e i tramonti.

Mi piace contemplarli, tacere mentre mi perdo nella loro luce soffusa e fotografarli per cercare di fermarne il mistero.

Sono prediletti da molti; in tutti i luoghi di vacanza troverete un belvedere particolarmente affollato nei minuti in cui il sole spunta, o in quelli in cui si nasconde dietro l’orizzonte.

Mi sono chiesto la ragione di questa magia, di questa fascinazione e penso di avere capito che il carisma risiede nell’effimero. La natura ci propone molti momenti di straordinaria bellezza, ma albe e 8800005830_4dc459c813_otramonti sono lì per un solo unico momento sfuggente, tanto sottile da non esistere quasi. Il sole fa capolino, ancora si nasconde, finalmente si è scoperto ma un momento dopo è già alto e luminoso; oppure, alla sera, è lì, c’è ancora, reclina, declina, e in un secondo non c’è più. Così è la bellezza del mondo, tutta. Per chi crede, la bellezza di un’alba, o di un tramonto, stanno nella speranza che quella bellezza così fragile non verrà perduta; chi non crede soffre dell’incanto sublime di una bellezza assoluta proprio perché non tornerà più.

Sono uscito un po’ dal seminato degli argomenti di cui parlo di solito, ma volevo trovare un modo speciale per augurare buone vacanze a tutti. Vi auguro albe meravigliose e tramonti sfolgoranti, sul mare, tra le cime delle montagne o il profilo delle skyline delle nostre città. Se siete fortunati potreste scorgere all’orizzonte, sia pure per pochi attimi, una luce verde come la speranza. Difficilissimo fotografarla con smartphone e video camere digitali, vi toccherà riempirvene gli occhi prima che scompaia. Buone vacanze!

Photo credits: l’Inside Passage nei pressi di Vancouver

Incastrati nella tecnologia

We are stuck with technology when what we really want is just stuff that works.

Siamo incastrati nella tecnologia mentre quello che vogliamo davvero è solo roba che funzioni

Douglas Adams

Devo ammetterlo: a volte anch’io mi faccio distrarre da perline colorate, sveglie da mettere al collo e anelli da appendere al naso. Affascinanti nuove app che non servono a nulla. D’altro canto, l’approccio alla tecnologia inizia proprio con la fascinazione. Mi faccio incantare, la sperimento perché è bello usarla, perché è cool, poi discrimino, scarto, provo, imparo a utilizzarla per rendere la mia vita marginalmente migliore.

Ho visto: Tomorrowland

Cos’è il tempo? Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? Chi saprebbe formarsene anche solo il concetto nella mente, per poi esprimerlo a parole? Eppure, quale parola più familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni? (…) Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Questo però posso dire con fiducia di sapere: senza nulla che passi, non esisterebbe un tempo passato; senza nulla che venga, non esisterebbe un tempo futuro; senza nulla che esista, non esisterebbe un tempo presente. Due, dunque, di questi tempi, il passato e il futuro, come esistono, dal momento che il primo non è più, il secondo non è ancora? E quanto al presente, se fosse sempre presente, senza tradursi in passato, non sarebbe più tempo, ma eternità. Se dunque il presente, per essere tempo, deve tradursi in passato, come possiamo dire anche di esso che esiste, se la ragione per cui esiste è che non esisterà? Quindi non possiamo parlare con verità di esistenza del tempo, se non in quanto tende a non esistere.

Sant’Agostino, Le Confessioni, Libro XI

Siete arrivati alla fine di questa lunga citazione? Mi state ancora leggendo? Mi scuso, ma a volte gli studi classici, che in questi tempi tecnocratici continuo a rivendicare senza vergogna, prendono il sopravvento. Il tempo è una roba complessa, il rapporto tra passato, presente e futuro è tanto centrale nelle nostre vite quanto sfuggente, difficile da comprendere. Non possiamo parlare del tempo se non in quanto tende a non esistere. Mah … Non bastassero i filosofici ragionamenti del vescovo di Ippona, nelle nostre orecchie risuonano ancora le parole del saggio Oogway di Kung Fu Panda, a ricordarci quanto sia prezioso il presente, proprio perché effimero e sospeso tra gli abissi dell’ieri e del domani.

C’è un detto: ieri è storia, domani è un mistero, ma oggi… è un dono. Per questo si chiama presente.

Tomorrowland, come suggerisce il nome, parla della terra di domani, del futuro che ci aspetta. Tutti i film che parlano di futuro che mi è dato ricordare sono cupi e catastrofici. Invasioni aliene, apocalissi termonucleari, invasioni aliene precedute da apocalissi termonucleari o viceversa. Mostri determinati da distorsioni genetiche causate a loro volta dall’inquinamento, dinosauri impazziti frutto di pasticci con il DNA, lo sterminio della razza umana è sempre al di là dell’orlo del precipizio, sempre paurosamente più vicino. In gergo si parla di distopie, Continua a leggere

Top ten: perché mi piace la posta elettronica

  1. Recentemente le Poste Italiane hanno annunciato che consegneranno la corrispondenza solo a giorni alterni: immaginate se la posta elettronica funzionasse un giorno sì e l’altro no? Potremmo ormai viverne senza, anche solo per ventiquattro ore?
  2. E’ la porta di accesso per avere un rapporto privilegiato con le persone che conosco, mi permette di mantenere una relazione con loro. Rapporti di tipo diverso, personale o professionale, tra amici, vecchi amici, parenti, conoscenti, colleghi, ex colleghi … A ognuno la sua parola, diretta, specifica, personale. La parola, non il messaggio la notifica o l’aggiornamento, 140 “caratteri”, like o hashtag. La parola è un pensiero donato a qualcuno, espressa con la stessa attenzione e cura con cui dovrebbe essere ascoltata.
  3. Da uno a centomila, tra liste di distribuzione, cc e ccn. Dal sussurro confidenziale al megafono che parla a una folla, tutto attraverso lo stesso canale. Da tu ed io a io e il mondo.
  4. E’ multimediale; posso inserire link, allegati, foto, anche filmati. Parte dalla parola scritta, su cui è saldamente fondata, ma arricchisce la propria forza comunicativa Continua a leggere

Tre pezzi facili

Ho trovato un modo efficiente di organizzare le mie letture sul web.

Mi capita spesso di imbattermi in un contenuto interessante quando sono nel posto sbagliato al momento sbagliato e non c’è tempo né attenzione per esaminarlo. Tutto quello che faccio è salvarlo in Pocket, un’applicazione semplice e efficace. E’ ottimizzata per il mobile, integrata in più di 300 applicazioni, dotata anche di una valida estensione per Chrome (il mio browser di fiducia). Clicco sull’estensione, taggo l’articolo secondo le categorie che mi permettono di organizzarlo e quando ho tempo e tranquillità a sufficienza mi dedico a leggere il raccolto degli ultimi giorni.

Se poi l’articolo o il video mi interessano, posso archiviarli sempre in Pocket o trasferirli su Evernote, dove ho dedicato alcuni taccuini al materiale che vale la pena di conservare nel tempo per costruire una base di conoscenza duratura.

Nulla di rivoluzionario, niente “rocket science” come dicono gli americani, ma funziona e mi trovo bene. La cattura dell’articolo avviene in pochi secondi, con una modalità semplice e a portata di mouse.

L’adamantina efficacia dell’essenzialità

La chiave dell’efficacia è l’essenzialità. Sono disponibili le funzioni necessarie, esattamente quelle e nulla (o poco) più. Questo rende il processo di utilizzo “streamlined”, liscio come l’olio. E’ questo, era questo il concetto originario di app. Era questa la lezione della rotellina dell’iPod. Più è peggio, meno è meglio, “less is more”, come ormai dicono anche nei film, ma si predica bene e si razzola male, spesso

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