Sperèm

Il lazzaretto di Milano

A pena infatti ebbe Renzo passata la soglia del lazzeretto e preso a diritta, per ritrovar la viottola di dov’era sboccato la mattina sotto le mura, principiò come una grandine di goccioloni radi e impetuosi, che, battendo e risaltando sulla strada bianca e arida, sollevavano un minuto polverìo; in un momento, diventaron fitti; e prima che arrivasse alla viottola, la veniva giù a secchie. Renzo, in vece d’inquietarsene, ci sguazzava dentro, se la godeva in quella rinfrescata, in quel susurrìo, in quel brulichìo dell’erbe e delle foglie, tremolanti, gocciolanti, rinverdite, lustre; metteva certi respironi larghi e pieni; e in quel risolvimento della natura sentiva come più liberamente e più vivamente quello che s’era fatto nel suo destino.

Ma quanto più schietto e intero sarebbe stato questo sentimento, se Renzo avesse potuto indovinare quel che si vide pochi giorni dopo: che quell’acqua portava via il contagio; che, dopo quella, il lazzeretto, se non era per restituire ai viventi tutti i viventi che conteneva, almeno non n’avrebbe più ingoiati altri; che, tra una settimana, si vedrebbero riaperti usci e botteghe, non si parlerebbe quasi più che di quarantina; e della peste non rimarrebbe se non qualche resticciolo qua e là; quello strascico che un tal flagello lasciava sempre dietro a sè per qualche tempo.

Alessandro Manzoni, I promessi sposi, capitolo XXXVII

Immagine da wikipedia.org

Biografia del silenzio

L’amore romantico è  di solito molto falso: nessuno vive nell’inganno più di un innamorato e pochi soffrono quanto lui. L’amore autentico ha poco a che vedere con l’innamoramento, che oggi è il sogno per eccellenza, l’unico mito che resta in Occidente.  Nell’amore autentico non ci si aspetta niente dall’altro, in quello romantico sì. Ancora di più: l’amore romantico è, essenzialmente,  la speranza che il nostro partner ci dia la felicità. Quando ci innamoriamo carichiamo sull’altro le nostre aspettative, tanto pesanti che alla fine di lui, o di lei, non resta praticamente più nulla. L’altro è allora, semplicemente, una scusa, uno schermo su cui proiettare le nostre aspettative. Per questo si suole passare così rapidamente dall’innamoramento all’odio o all’indifferenza,  perché nessuno può colmare aspettative così mostruose. 

Di Pablo D’Ors, Biografia del Silenzio, Vita e Pensiero, 2012.

Cento leggiadre paginette sulla meditazione e il senso delle cose. Un libro da tenere sul comodino.
 

Da leggere prima del telegiornale di stasera

G._K._ChestertonLa debolezza di gran lunga più grande del giornalismo in quanto ritratto dell’esistenza moderna, è che è un ritratto fatto per forza e interamente di eccezioni.

I giornali annunciano su prime pagine roboanti che un uomo è caduto da un’impalcatura. Non annunciano su roboanti prime pagine che un uomo NON è caduto da un’impalcatura.

Eppure quest’ultimo fatto è fondamentalmente più emozionante, perché sta ad indicare che quel miracolo intessuto di terrore e di mistero, l’uomo, sta ancora andando in giro per la terra!

Che un uomo non sia caduto da un’impalcatura è davvero più sensazionale; ed è anche qualche migliaio di volte più normale. Non ci si può certo aspettare che redattori indaffarati pubblichino in prima pagina “Il Signor Wilkinson sta sempre bene”, o ” il Signor Jones, di Worthing, non è ancora morto”.

I giornali non possono in alcun modo annunciare la felicità del genere umano. Non possono descrivere tutte le proprietà che non sono state rubate, o tutti i matrimoni che non sono stati sciolti in tribunale. Di conseguenza il quadro completo che danno della vita è necessariamente fallace; possono rappresentare solo ciò che è insolito. Per quanto democratici possano essere, sono solo interessati alla minoranza.

G.K.Chesterton, The ball and the cross

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Incastrati nella tecnologia

Citazione

We are stuck with technology when what we really want is just stuff that works.

Siamo incastrati nella tecnologia mentre quello che vogliamo davvero è solo roba che funzioni

Douglas Adams

Devo ammetterlo: a volte anch’io mi faccio distrarre da perline colorate, sveglie da mettere al collo e anelli da appendere al naso. Affascinanti nuove app che non servono a nulla. D’altro canto, l’approccio alla tecnologia inizia proprio con la fascinazione. Mi faccio incantare, la sperimento perché è bello usarla, perché è cool, poi discrimino, scarto, provo, imparo a utilizzarla per rendere la mia vita marginalmente migliore.

Libri e televisione

Citazione

Chi legge possiede il mondo, chi guarda la televisione lo perde

(Werner Herzog)

e chi passa il tempo a caccia di notifiche, status update, aggiornamenti, tweet, re-tweet, post, like … ?