What a wonderful world

Poche ore a Natale, vorrei fare un regalino in anticipo.

Questa canzone è un indimenticabile classico di Louis Armstrong e della sua voce meravigliosa come il mondo, che appunto è wonderful. Voglio ricordare però anche l’elettrizzante versione punk di Joey Ramone, in una versione stravolta ma riuscitissima, perché il mondo può essere meraviglioso in molti modi diversi.

La cover che riporto qui sotto è più simile all’originale, soffice e incantata ma robusta, piena di sostanza, niente zuccheri o dolcificanti, non ce n’è bisogno.

Voglio fare una dedica particolare agli amici metallari e in generi a tutti i sostenitori del chitarrismo, della musica e della vita acrobatica, per dire che la

differenza non la fa la quantità delle note, ma la qualità.

“Voi umani… quando imparerete che le dimensioni non contano? Solo perché una cosa è importante non è detto che non possa essere molto piccola!” ammoniva Frank il Carlino in Men in Black. C’è chi può far tremare i polsi e brillare gli occhi con due note slow, senza bisogno di trentaduesimi o sessantaquattresimi. Prendete ad esempio quello che esce dalle dita di Mark Knopfler al minuto 1:13.

Ascoltatela a volume vigoroso, se volete la mattina di Natale.

Auguri.

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