Ancora su Klout

Attenzione: Forbes ci avvisa, non lasciate che Klout vi rovini la vita!

http://www.forbes.com/sites/anthonykosner/2012/05/08/klout-uses-this-trick-to-make-you-feel-bad-about-yourself-dont-let-it-ruin-your-life/

Francamente mi sembra un’esagerazione, ma sono contento di averci visto giusto o comunque di essere confortato nella mia opinione.

Morale della favola? Non è tutto oro quello che luccica, anche (soprattutto ?) nel digitale. Quante mode abbiamo visto sorgere prepotentemente per poi scomparire in una nuvoletta di polvere? Ma al loro avvio risultava difficile mostrarsi scettici o addirittura parlarne male, perché se non diventavi un fan vuol dire che non ci capivi, che eri un dinosauro analogico.

Dopo tutto, anche la psicanalisi funziona così: non sei tu che decidi delle tue azioni, sono forze più profonde di cui sei inconsapevole; se non sei d’accordo, è la prova evidente che ne sei inconsapevole! Una sorta di Catch 22 (libro stupendo, lo consiglio a chiunque) dove hai torto comunque, anche se hai ragione.

Second Life? Pinterest ?!? Vi viene in mente qualche esempio?

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5 pensieri su “Ancora su Klout

    • Diciamo che su Pinterest ci gioco un po’, tutto sommato sto iniziando a capire il concetto.
      Non mi è piaciuto l’approccio iniziale “vanity” e secondo me è un po’ una moda iniziale ma potrebbe (potrebbe) trovare un proprio spazio.

  1. Ciao Alessandro. Eccoti il mio commento veloce (quasi un tweet). Sto su LI ma lo frequento pochissimo, è quasi una agenda telefonica. FB per me è OK, qualche scherzo quotidiano con amici lontani. Amo motissimo Twitter. Ho smesso 4sq, usato quindici giorni in vacanza. Il resto non so cosa sia.

      • Ciao,
        mi sembra che il verbo che hai usato racchiuda la chiave corretta: “a cosa serve”? Se non serve non funziona…. Ricordo sempre la domanda di un vecchio AD alla fine di una grande presentazione fatta da un grande consulente a supporto di un grande piano di sbarco su internet delle nostre riviste.
        La domanda che, come un lampo, gettò una luce sulla strada che stavamo imboccando, impedendoci di cascare in un pozzo profondo (il pozzo delle perdite che non si recuperano mai) fu: “Ok, chiaro, ma COSA fatturo a CHI?” Il silenzio che seguì valse più di mille convegni….
        Alegher!
        g.

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