Ci provo

Ho deciso: scrivo un libro!

E’ tanto che accumulo riflessioni e materiale su quello che è successo e che sta succedendo nel mondo dell’editoria, alle prese con la transizione epocale dalla carta al digitale. Questo blog ne è un segno, ma non l’unico. Adesso ho voglia di mettere tutto insieme, e di dare un senso compiuto.

Ci metterò qualche mese, vorrei farlo in modalità condivisa, e dico da subito che sceglierò una modalità di digital publishing.

Siamo nani sulle spalle di giganti, e vorrei imitare quanto fatto da altri, tra cui l’incomparabile Seth Godin, cercando di sfruttare la “wisdom of the crowd” per dare una dimensione in più al mio lavoro (che alla fine non sarà più del tutto mio).

Che è diverso da copiare come si faceva a scuola 😉 Inizio con il pubblicare la mia idea di indice, chiedendo il vostro contributo per criticare, aggiungere e togliere. E per chiedere chiarimenti, perché chiarire agli altri servirà innanzitutto a me stesso a comprendere fino in fondo. Per ora offro giusto un grazie … e i credits nelle ultime pagine! Ma prometto che troverò un modo adeguato di ringraziare.

Indice di: La fine del principio

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5 pensieri su “Ci provo

  1. Ciao ale…complimenti per l’iniziativa! Unico priccolo suggerimento avendo letto l’indice: fai vedere di più quello la tua emotività le tue cOnvinzioni, intuizioni e insicurezze…la tua visione della comunicazione nasce dall’insieme delle tue ampie conoscenze ma fa anche i conti con la parte meno razionale di te che tanto di caratterizza . Più che un Manuela tecnico di comunicazione scrivi la storia del tuo rapporto con la comunicazione ! Bene Alessandro

  2. Vedo con grandissimo piacere che i followers di questo blog crescono. Occorre fare rumore attorno al tema della trasmissione del pensiero e della conoscenza, che è il vero nome dell’editoria cartacea o digitale o altro che sia ed è anche il vero subject di questo blog. Credo. Anche il “libro” può servire allo scopo. Sono d’accordo con Ants, però, l’indice è “troppo”, ci si perde.

  3. Mumble, Mumble… enciclopedico. Anche se in realtà sparso qua e là c’è parecchio, forse mi piacerebbe conoscere meglio il tuo pensiero su quanto e come il singolo device (smartphone, tablet, e reader, pc ecc.) influenzi il contenuto non tanto e non solo nella fruizione, ma nella sua costruzione. In bocca al lupo

    • E’ vero, impostato in modo così enciclopedico rischia di diventare un “brevi cenni sull’infinito”.
      Questo d’altro canto corrisponde alla mia natura ambiziosa 😉
      Inoltre, pensandoci bene, rintraccio il senso di questo approccio: vorrei dire quello che ho capito dell’editoria in questa stagione di cambiamento, perché sia una parola definitiva. L’editoria è un sistema longevo ma chiuso, uno dei tanti modi in cui informazione e comunicazione si sono organizzati nel corso della storia dell’uomo; “un” modo, non “il” modo, anche se per un po’ di tempo (qualche secolo) non l’abbiamo capito. Proprio nel momento in cui il sistema si evolve, è possible descriverlo in pieno, per quello che ha fatto e per quello che non può più fare. Dopo di che, varrà la pena di parlare dell’argomento “vero”, appunto il modo in cui l’umanità comunica e si informa grazie ai nuovi strumenti disponibili.

  4. mi sembra una cosa molto bella, cercheremo di aiutare nel nostro piccolo: sono un pidocchio sulla testa di un nano che sta sulle spalle di un gigante!

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